Il Marocco è magia, e la puoi trovare ovunque: nella sua gente, nei souq, nei paesaggi, nei colori e negli odori...

Comincio a mostrarvi qualche immagine, il tempo è tiranno e sto terminando la tesi.

Questa è la mia foto preferita. Ero nel souq di Fes, nella zona dei tessitori. Fa impressione vedere tanti bambini e tanti anziani lavorare. Alcune zone danno l'impressione di gironi infernali, il peggiore è quello dove viene lavorato il ferro. Non sono riuscita a fotografare quelle persone, mi sembrava un ulteriore insulto alla loro condizione. Ho visto un vecchio in un cortile, sdraiato negli escrementi dei cavalli. Sorrideva e agitava la mano salutando. Rassegnazione o follia? Non l' ho capito. Ho visto gli occhi vuoti di un bambino che batteva il ferro, avrà avuto 6 anni, erano privi anche di disperazione, come se il suo karma negativo l'avesse legato a questa schiavitù per questa vita.

Allora ho scelto questo vecchino lindo, perché mi fa sorridere ricordando che ha detto alla guida che non volevo farmi fotografare con lui perché era vecchio e brutto. E ho accantonato gli altri volti in una stanza buia della memoria.

Questa mi piace perché mi ricorda l'isteria del gruppo di italiani che visti i cammelli ha ordinato al conducente del pullman di fermarsi per la foto ricordo (io inclusa!) ed è andata in brodo di giuggiole per il baby cammello, bianco, con la gobba morbida, fatta solo di pelo. Se avessero avuto una macchina fotografica, suppongo che ci avrebbero fotografato a loro volta!

E questo era un venditore di carbone. Vi avrebbe fatto paura l'uomo nero, da bambini, se l'aveste immaginato così? Veramente penso che il suo vero lavoro fosse farsi fotografare...

SEGUE...